12 PICCOLI GATTI


 
Dodici Piccoli Gatti - Todaro Editore S.A. Lugano.

Piccola serie di racconti gialli e del mistero ambientata a Venezia.
Protagonisti di tutti i racconti sono i gatti.

DA DODICI PICCOLI GATTI.   PAG.10. - PAG.13.

Micia era una soriana grigia con le zampe e la punta della coda bianche. Per questo era chiamata anche Zampette da tennis.
Abbandonata da un padrone distratto in fase di trasloco, aveva adottato la sua padrona a tarda età.

Dopo aver vagato per giorni sotto la pioggia, schivando a malapena le auto, infreddolita e bagnata fino alle orecchie, si era trascinata sul bordo del canale e nascosta dietro una Renault parcheggiata. Da lì vide una signora in jeans e piumotto che stava passeggiando lungo la riva e in un attimo decise. Quella era la sua nuova padrona. Non appena la donna superò l’auto lanciò un miaooo disperato. La signora si fermò e notò il mucchietto grigio afflosciato sotto la ruota destra. Cercò di afferrarla e la gatta non si ritrasse, anzi le leccò la mano e la guardò dritta negli occhi.

Gli occhi verdi e immensi della gatta incrociarono quelli della signora. Trattenendo il fiato, la signora la prese in braccio molto lentamente. Non aveva mai avuto un gatto. Decise in un istante. Con dolcezza la mise dentro al piumotto e la portò a casa. Poche ore dopo la gatta era un altro animale: lavata, pulita, nutrita e spazzolata. Fu battezzata Micia e quella sera stessa, un po’ più tranquilla, cominciò a prendere possesso della nuova casa.

... L’uomo cominciò a scendere le scale. Aveva razziato l’appartamento della ex moglie ed era molto soddisfatto della sua opera. Ci sarebbero volute settimane e fior di milioni per rimediare ai danni. Sogghignò. Era ancora troppo poco, cosa credeva Giuliana? Di poterlo liquidare così? Senza nessuna contropartita? Al suo ritorno avrebbe sistemato anche lei.
Fece un po’ di passi giù per le scale. La gatta fu rapidissima. Inarcò la schiena emettendo un miagolio lancinante. L’uomo inciampò, urlò terrorizzato e rotolò rovinosamente, finendo immobile ai piedi dell’ultimo gradino in una posizione del tutto innaturale...