CAGLIOSTRO A VENEZIA


Cagliostro a Venezia - Todaro Editore S.A. Lugano.

Partendo da fatti storici rigorosamente verificati, si narrano
tre episodi del soggiorno veneziano del Conte di Cagliostro,
rivisto oltre che come guaritore e grande iniziato anche nella
sua dimensione umana nella ricerca del bene e del vero.

 

DA CAGLIOSTRO A VENEZIA. PAG. 62 - PAG. 63

Alessandro lasciò andare il giovane Polo e si immerse nella spiritualità del luogo. Cominciò a pregare e dalle preghiere passò alla sua meditazione quotidiana lasciandosi alle spalle ogni percezione fisica e ogni problema. La sua mente era un unico pensiero di amore universale, non sentiva più il freddo e il suo corpo non gli apparteneva più. Si sentiva libero e leggero. Il viaggio era cominciato. Una luminosità rosata si allargò nella sua mente, mentre fissava un punto lontano e indefinibile. Chiuse gli occhi e si lasciò avvolgere dal fascio di luce.
La luce rosata divenne sempre più intensa e calda finché non si aprì uno squarcio luminoso. Una terra vastissima si stendeva innanzi a lui, sotto un cielo arancione. Sembrava un mare di sabbia candida, qua e là sporadiche gemme di acqua azzurrissima incastonate nel verde dei palmizi.
Andava velocissimo, il vento fischiava nelle sue orecchie e la distesa di sabbia scomparve. Ora c’era un’immensa pianura coltivata, attraversata da un fiume in piena. Piccole vele quadre lo solcavano. Templi maestosi sorgevano sulle sue rive, dove grossi animali si bagnavano, nuotando goffamente tra i fiori di loto.
Si fermò ai piedi della Sfinge, era notte, molte fiaccole ardevano all’ingresso del tempio sotterraneo. Serafina era lì, la bianca veste svolazzante nel vento del deserto. Si abbracciarono.
Un possente suono di gong echeggiò e vibrò a lungo nell’aria fresca: i sacerdoti li stavano aspettando. Erano molto alti, longilinei, con il cranio allungato e raso, gli occhi obliqui e la pelle color rame. Indossavano le bianche vesti dei grandi iniziati. Riconobbe il suo Maestro, Althotas. Era il più alto, sul suo petto il simbolo solare risplendeva d’oro e di gemme preziose. In mano lo scettro rituale. Gli fece un cenno e scese i gradini verso il tempio.
Cagliostro lo seguiva, anche lui indossava la veste dei grandi sacerdoti, come Serafina che camminava al suo fianco e gli trasmetteva la sua pace e la sua gioia.